Fonti: M.T. Murray Guida Medica agli
Integratori Alimentari RED Edizioni  2005

Funzione delle vitamine e dei sali minerali

L’espressione "supplemento nutrizionale" comprende l’uso di vitamine, sali minerali e altri fattori alimentari in grado di garantire una buona salute e di prevenire o curare le malattie.
Il ruolo chiave di nutrienti come le vitamine e i sali minerali è quello di agire da costituenti essenziali negli enzimi e nei coenzimi dell'organismo. Gli enzimi sono molecole coinvolte nelle reazioni chimiche necessario alle funzioni del nostro organismo, i coenzimi sono i loro "aiutanti" in queste reazioni.
Enzimi e coenzimi collaborano per unire le molecole tra loro oppure per separarle, tramite la creazione o la rottura dei legami chimici che uniscono una molecola all'altra. Fondamentale nella medicina nutrizionale è capire come fornire il necessario sostegno o i nutrienti che consentano agli enzimi di un particolare tessuto di lavorare in condizioni ottimali.
La maggior parte degli enzimi è formata da una proteina, alcuni minerali essenziali e talvolta una vitamina. Se in un enzima viene a mancare il minerale essenziale o la vitamina, questi non può lavorare adeguatamente. Fornendo, tramite la dieta o una formula nutrizionale, il minerale necessario, l'enzima riacquista la capacità di eseguire le sue funzioni vitali. Lo zinco, per esempio, è necessario all'enzima che attiva la vitamina A nel processo visivo. In sua assenza, la vitamina A non può essere convertita nella forma attiva. Questa carenza può provocare quel fenomeno noto come cecità notturna. Fornendo zinco si realizza la cosiddetta "terapia enzimatica", consentendo all'enzima di eseguire il proprio compito.
Per svolgere la propria funzione, molti enzimi necessitano dell'aiuto aggiuntivo di una molecola detta coenzima. La maggior parte dei coenzimi consiste in vitamine e/o in sali minerali. In loro assenza gli enzimi sono impotenti: la vitamina C, per esempio, funziona da coenzima dell'enzima prolina idrossilasi, coinvolto nella sintesi del collagene. Senza vitamina C la sintesi del collagene è ridotta, con conseguente ostacolo alla guarigione delle ferite, sanguinamento gengivale e facilità alle contusioni. Nel nostro organismo potrebbe anche esserci una sovrabbondanza di prolina idrossilasi, ma questa per poter funzionare richiede la presenza della vitamina C.

Crescente popolarità degli integratori alimentari

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di persone si è rivolto agli integratori alimentari. Le stime dicono che oltre 100 milioni di americani integrano regolarmente la loro dieta con supplementi nutrizionali. Nonostante vi sia ormai una schiacciante evidenza scientifica in favore dell'uso degli integratori alimentari, molti ricercatori ed esperti in medicina non ne condividono l'assunzione, benché il 98% di loro ne faccia uso.
Perché così tante persone adottano questa soluzione? Perché sanno che dalla loro dieta non ottengono quello che a loro serve e capiscono che i supplementi possono contribuire a mantenere sano l'organismo.
Numerosi studi hanno dimostrato che la maggior parte della popolazione segue una dieta inadeguata sotto il profilo nutrizionale. Studi di vasta portata hanno mostralo che esiste una moderata carenza di nutrienti in una quota rilevante della popolazione (circa il 50%) e che, per alcuni nutrienti in particolare e per alcune fasce d'età, più dell'80% del campione consuma meno della RDA (Recommended Dietary Allowance, dose giornaliera raccomandata).
Onesti studi indicano che la probabilità che venga seguito il regime dietetico raccomandato per tutti i nutrienti è assai bassa per la gran parte della popolazione. In altre parole, benché sia teoricamente possibile che un individuo sano tragga dal cibo tutti i nutrimenti necessari, la maggior parie delle persone non si avvicina neppure al livello che consente di assolvere a tutte le necessità nutrizionali attraverso la sola alimentazione. Al fine di aumentare l'assunzione di nutrienti essenziali, molti si rivolgono agli integratori vitaminici o minerali.
Sebbene la carenza di vitamine e sali minerali sia molto diffusa, di solito la sua entità non giunge al punto da rendere palesi deficit nutrizionali. Gravi malattie da carenze nutrizionali, come lo scorbuto (mancanza di vitamina C), sono estremamente rare, mentre una moderata carenza di vitamina C è ritenuta relativamente comune. L'espressione "carenza subclinica" viene spesso usata per indicare un moderato deficit di nutrienti. Una carenza subclinica o moderata significa che vi è carenza di una particolare vitamina o sale minerale, ma non sufficientemente grave da produrre i tipici segni o sintomi. In molte circostanze i soli indizi di questo fenomeno possono essere l'affaticamento, la letargia, la difficoltà di concentrazione, una mancanza di benessere o altri vaghi sintomi simili. La diagnosi di carenza subclinica è un processo estremamente difficile, che richiede meticolose analisi del regime dietetico e di laboratorio. Tali esami hanno di solito un costo assai maggiore di quello necessario per l'assunzione annuale della vitamina, la cui possibile carenza ha richiesto il test.

La dose giornaliera consigliata non è sufficiente

Sin dal 1941 il Food and Nutrition Board (Comitato per il cibo e la nutrizione) del National Research Council (Consiglio nazionale delle ricerche) ha stabilito, per vitamine e sali minerali, linee guida relative alla dose giornaliera consigliata. In origine questo lavoro aveva l'intento di ridurre l'incidenza di alcune malattie derivanti da gravi carenza nutrizionali, quali lo scorbuto (carenza di vitamina C), la pellagra (carenza di macina) e il beriberi (carenza di vitamina B). Un altro aspetto cruciale consisteva nel fatto che i regimi dietetici raccomandati dovevano servire come base per valutare l'adeguatezza delle diete di gruppi di persone e non di singoli individui: le variazioni insite nelle necessità nutrizionali di ciascun soggetto sono infatti così ampie da rendere assurda la pretesa che i regimi dietetici raccomandati siano identici per tutti. Come affermato dal Food and Nutrition Board: «Gli individui con specifiche esigenze nutrizionali non sono stati considerati dalle RDA».
Una strabiliante quantità di ricerche scientifiche indica che i livelli "ottimali" di molti nutrienti, soprattutto i cosiddetti nutrienti antiossidanti come le vitamine C ed E, il beta-carotene e il selenio, possono essere in realtà assai più elevati delle indicazioni attualmente contenute nei regimi dietetici raccomandati. La preoccupazione di questi regimi, infatti, è solamente la prevenzione di carenze nutrizionali in gruppi di popolazione; essi non definiscono il livello "ottimale" di assunzione per un individuo.
Altri elementi non considerati adeguatamente dai regimi dietetici raccomandati sono i fattori ambientali e lo stile di vita, i quali possono distruggere le vitamine e legare i sali minerali. Per esempio, persino il Food and Nutrition Board ammette che i fumatori hanno bisogno almeno di una quantità doppia di vitamina C rispetto ai non fumatori; ma che cosa ne è del rapporto degli altri nutrienti col fumo? E quali sono gli effetti del consumo di alcol, additivi alimentari, metalli pesanti (piombo, mercurio e così via), monossido di carbonio e delle altre sostanze chimiche associate con la vita moderna, che è risaputo interferiscono con le funzioni dei nutrienti? Affrontare i pericoli della vita moderna può essere un'altra delle ragioni che spingono molte persone ad assumere supplementi.
Sebbene le RDA abbiano fatto un buon lavoro nella definizione dei livelli di assunzione dei nutrienti necessari per prevenire carenze nutrizionali, c'è ancora molto da imparare sul loro consumo ottimale.

Una cautela importante

La stessa espressione "integratori alimentari" denota il fatto che i composti benefici descritti qui costituiscono misure aggiuntive per una buona salute. Una persona non può porre rimedio a cattive abitudini alimentari, a un atteggiamento negativo e alla mancanza di esercizio fisico semplicemente prendendo delle pillole, siano queste farmaci o integratori alimentari. Sebbene molti integratori alimentari siano efficaci nel migliorare la salute, a lungo termine è assolutamente essenziale sviluppare un atteggiamento mentale positivo, seguire un programma regolare dl esercizi fisici e una dieta sana.

Le dosi giornaliere raccomandate per gli adulti sani

Molti integratori sono venduti come tali per aggirare i problemi di una prescrizione medica. Spesso le dosi che vengono proposte sono decisamente insufficienti per ottenere una qualunque azione significativa. Prendiamo il caso di un multivitaminico che contenga 30 mg di vitamina C nella dose giornaliera consigliata dal produttore. Un'arancia ne contiene il doppio! Non è preferibile utilizzare l'arancia?
La posizione nel sito negli anni si è evoluta, arrivando a una soluzione nutraceutica. Consigliamo la lettura dell'articolo sulla soluzione nutraceutica per comprendere i dettagli. Grazie ai progressi dell'alimentazione e all'arricchimento dei cibi, è possibile coprire con alimenti preferenziali (intelligenti) il dosaggio americano di quasi tutte le vitamine, E esclusa.
In altri termini, abbiamo due possibilità:
  • scegliamo cibi opportuni (soluzione nutraceutica);
  • se non amiamo questi cibi possiamo ovviare con un'integrazione vitaminica opportuna.

Cicli o per sempre? - Se non altrimenti indicato, l'integrazione è continua perché il compito che l'integratore deve svolgere è quotidiano.

Perché limitarsi a pochi integratori? - Sul mercato esistono moltissimi integratori validi, ma non si devono commettere due errori fondamentali:
  • ritenere che siano decine le sostanze che occorre integrare. Molte di queste non funzionano significativamente (per esempio il ginseng). Case anche molto serie, per ovvi motivi commerciali (che a dire il vero intaccano un po' la serietà dell'azienda) propongono cataloghi ricchissimi, non accorgendosi che la ricchezza del catalogo è il limite del loro discorso. Se tutti questi integratori fossero utili, dovremmo spendere un capitale per l'usuale integrazione. La proposta di decine di prodotti (considerando solo quelli per soggetti sani che dovrebbero prevenire stati patologici o migliorare la condizione attuale) mina proprio la credibilità anche di quelli che effettivamente funzionano.
  • in presenza di un'alimentazione ottimale, molti integratori non servono o è comunque impossibile assumerli senza rischi. È il caso dei micronutrienti. Assumere microgrammi di un minerale è un'assurdità perché si sa veramente poco sull'azione di questi micronutrienti (molti fra l'altro interagiscono fra di loro): o il micronutriente è poco importante (e allora l'integrazione non serve) o, se lo è, è coinvolto in delicati equilibri e sbagliare di poco la dose può spostare l'equilibrio in negativo, peggiorando la situazione. Si consideri per esempio il selenio, micronutriente abbastanza conosciuto, in cui il rapporto fra dose assunta con l'alimentazione e dose massima tollerabile varia solo di un fattore 7 (55 microgrammi contro 400).

Alla luce dei punti precedenti non sono fatti positivi:

  • la proposta di decine di prodotti;
  • la proposta di cocktail di decine di ingredienti, alcuni dei quali micronutrienti, erbe ecc. su cui la ricerca deve dare ancora un verdetto definitivo, limitando lo spettro dei possibili effetti collaterali e dando un chiaro verdetto di reale utilità.
  • proporre prodotti con dosi del tutto ininfluenti e facilmente copribili con l'alimentazione.
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Ogni soggetto deve avere presente il suo piano d'integrazione, la sua scheda anti-età. La definizione di sportivo si riferisce a chi si allena almeno 4 volte alla settimana per un totale di quattro ore reali (cioè senza contare le pause). Le dosi sono quelle giornaliere e si riferiscono teoricamente a un soggetto non in sovrappeso di 60-70 kg; in pratica sono valide per un range di peso fra i 50 e i gli 80 kg.

Come vedrete la base è costituita dal trio:

  • integrazione fondamentale
multivitaminico ad alto dosaggio + vitamina C (500 mg) + vitamina E (200 UI) oppure soluzione nutraceutica (cibi) + vitamina E (200 UI).

  • integrazione fondamentale PLUS
mentre multivitaminico ad alto dosaggio + vitamina C (1 g) + vitamina E (400 UI), oppure soluzione nutraceutica (cibi) + vitamina E (200 UI).

Ovviamente le quantità sono medie e si riferiscono a un soggetto di 70 kg di peso. Il ciclo si riferisce a un periodo di 30 gg.
 
  • Uomo sedentario o sportivo inferiore ai 35 anni
Integrazione: NESSUNA
  • Donna sedentaria inferiore ai 35 anni
Integrazione: NESSUNA
  • Donna sportiva inferiore ai 35 anni
Integrazione: calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1,5 g
al giorno)

  • Uomo sedentario fra i 35 e i 45 anni
Integrazione fondamentale
  • Donna sedentaria fra i 35 e i 45 anni
Integrazione fondamentale
Calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1 g al giorno)
  • Uomo o donna sportivi fra i 35 e i 45 anni
Integrazione fondamentale PLUS
Calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1,5 g al giorno)
3 cicli all'anno di acido folico se il fabbisogno non è coperto con soluzione nutraceutica
3-6 cicli all'anno di glucosamina nei casi di artrosi agli esordi.

  • Uomo sedentario sopra i 45 anni
Integrazione fondamentale PLUS
Dopo i 50 anni: integrazione con palmetto seghettato o altra sostanza contro l'ipertrofia
prostatica
3-6 cicli all'anno di glucosamina nei casi di artrosi agli esordi.
  • Donna sedentaria sopra i 45 anni
Integrazione fondamentale PLUS
Calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1 g al giorno)
3-6 cicli all'anno di glucosamina nei casi di artrosi agli esordi
  • Uomo sportivo sopra i 45 anni
Integrazione fondamentale PLUS
Calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1,5 g al giorno) 
Dopo i 50 anni: integrazione con palmetto seghettato o altra sostanza contro l'ipertrofia
prostatica
3 cicli all'anno di acido folico se il fabbisogno non è coperto con soluzione nutraceutica
3 cicli all'anno di coenzima Q10 (25 mg) se non assunto con soluzione nutraceutica
3-6 cicli all'anno di glucosamina nei casi di artrosi agli esordi
  • Donna sportiva sopra i 45 anni
Integrazione fondamentale PLUS
Calcio 500 mg (se con soluzione nutraceutica non si arriva a 1,5 g al giorno)
3 cicli all'anno di acido folico se il fabbisogno non è coperto con soluzione nutraceutica
3 cicli all'anno di coenzima Q10 (25 mg) se non assunto con soluzione nutraceutica
3-6 cicli all'anno di glucosamina nei casi di artrosi agli esordi
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Fonti: THEA - albanesi.it
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Le schede
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